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Caritas Europa: obiettivo fine della povertà

Posted By Redazione On 30/06/2016 @ 17:35 In 23 - Sviluppo di comunità,Proposte | No Comments

immagine cares_report2016_-_end_poverty_in_europe.pdf [1]Fine della povertà in Europa, le nostre raccomandazioni perché ciò accada è il titolo del primo Caritas Cares Report con cui Caritas Europa ha inteso portare il suo contributo al dibattito europeo sul ruolo del Welfare nella prevenzione della povertà.

Presentato lo scorso aprile, il Rapporto contiene i risultati di una ricerca realizzata da 21 Caritas nazionali. Sono identificati i gruppi di popolazione maggiormente esposti al rischio di povertà ed esclusione sociale, i diritti ai quali questi gruppi non hanno accesso e le politiche nazionali maggiormente efficaci nel contrasto della povertà.

Anche Caritas Europa, come molte altre forze sociali europee nel recente passato, rivolge un appello all’UE e ai suoi Stati membri: di fronte a 123 milioni di poveri in Europa è tempo di dismettere le  misure di austerità che guardano alla crescita economica senza considerare l’impatto sociale che esse hanno sulla popolazione.

 

Forti connessioni tra lavoro e povertà

Le conclusioni del Rapporto sottolineano lo stretto legame tra povertà e condizione occupazionale: «Non si tratta di una scoperta rivoluzionaria» precisa Caritas Europa, ribadendo però che l’espulsione dal mercato del lavoro rappresenta un primo fattore di rischio. Non solo si perde reddito (con possibili gravi conseguenze sullo stato di benessere fisico e psicologico) ma ci si allontana dalla vita attiva e dalle relazioni, si rischia la perdita di competenze ci si espone a possibili atteggiamenti discriminatori da parte dei datori di lavoro per i quali persone lungamente inattive risultano essere difficilmente occupabili.

Atro fattore di rischio è la povertà lavorativa (in-work poverty) la cui diffusione è favorita da un lato dalla scarsa qualificazione della forza lavoro e dall’altro dalle misure di consolidamento fiscale che finiscono per indebolire i sistemi di protezione sociale.

 

Servono sistemi di reddito minimo e di Welfare adeguato

Proprio la protezione sociale, sostiene Caritas Europa, è la leva per prevenire questo tipo di rischio: dispositivi di reddito minimo e sistemi di Welfare che considerino adeguatamente la composizione dei nuclei familiari e la loro intensità lavorativa le vie da seguire.

Famiglie monoparentali e minori sono individuati dal Rapporto come i gruppi maggiormente esposti al rischio di povertà ed esclusione sociale. Da questo punto di vista, la prevenzione della povertà non può prescindere da servizi di Welfare accessibili e di qualità, soprattutto per la tutela della salute (cura e prevenzione) e dell’infanzia.

Nel novero dei gruppi a rischio anche i cittadini di Stati terzi (migranti e rifugiati) alle cui domande sono chiamati a rispondere con sempre maggiore urgenza e drammaticità i Paesi di transito e di accoglienza.

 

Prevenzione e contrasto della povertà

Sottolineando il massiccio impegno delle organizzazioni nazionali aderenti e dei loro operatori e volontari, Caritas Europa individua alcuni fattori-chiave di prevenzione: l’accesso immediato e ininterrotto a programmi di integrazione, il ricongiungimento familiare, l’accesso a condizioni abitative adeguate e una specifica attenzione al target dei minori.

Sono molti gli strumenti disponibili per contrastare i fattori di rischio e per sostenere i gruppi vulnerabili, ma la loro efficacia dipende da una molteplicità di variabili, quali ad esempio la configurazione degli schemi di reddito minimo e la struttura del mercato del lavoro, e non può prescindere da una logica di sistema.

Anche le migliori misure di contrasto alla povertà, osserva Caritas Europa, rischiano l’inefficacia e l’inefficienza se non sostenute da un disegno complessivo, da una adeguata azione di sensibilizzazione del contesto (outreach) e dalla corretta allocazione delle risorse.

 

Sintesi delle raccomandazioni finali

Le ultime pagine del Rapporto contengono diciotto raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi “Europa 2020” e di quelli dello Sviluppo Sostenibile. Tre le parole-chiave delle raccomandazioni:

Monitoraggio dei dati, degli impegni assunti dagli Stati membri e del rispetto delle Raccomandazioni-Paese pubblicate annualmente dalla Commissione Europea nell’ambio della strategia Europa 2020: sono richieste anche «accurate raccomandazioni specifiche» sui temi-chiave del Rapporto.

Garanzia: richiesta in particolare per minori e disoccupati; con una «Child Guarantee», che favorisca l’accesso gratuito a cure mediche e educazione per i minori a rischio, e una «Long Employment Guarantee» per favorire il mantenimento e l’accrescimento delle competenze di coloro che perdono il lavoro.

Armonizzazione: a cominciare dall’individuazione di una definizione condivisa di lavoro precario, proseguendo con l’armonizzazione dei dispositivi di reddito minimo, fino ad arrivare agli sforzi comuni per il miglioramento dei sistemi di protezione sociale e delle condizioni di lavoro, in primis con la ratifica delle convenzioni internazionali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil-Ilo).


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