Cento minuti di idee… generative

scritto da Redazione il 7 October 2012 in 8 - Ripartire... and Notizie con commenta

La crisi degli ultimi anni non è solo economico-finanziaria, con pesanti ricadute sociali, è anche crisi culturale, valoriale. È emersa con forza una grande vulnerabilità,diffusa a tutti i livelli e che riguarda ciascuno,nessuno escluso; si tratta di una condizione che va riconosciuta e accettata, ma anche affrontata con sguardi diversi che sappiano cogliere in essa le possibilità, le opportunità di cercare il “nuovo”, perché quanto fatto finora non è più ripetibile e proponibile. Da qui si deve dunque ripartire per evitare una pericolosa china depressiva e andare oltre, verso un futuro necessariamente di cambiamento e innovazione: servono soluzioni nuove, nuovi modelli, nuovi linguaggi, che possono essere generati solo attraverso una “intrapresa generativa” di nuove azioni e relazioni.
Questo l’assunto dell’incontro promosso dall’Osservatorio Caritas Torino e dall’Archivio della Generatività, svoltosi a Torino il 22 maggio 2012, intitolato “100 minuti di idee. La bellezza dell’intraprendere: il punto di vista della generatività”, un’occasione per guardare alla vulnerabilità con sguardo intraprendente e generativo che ha coinvolto oltre 170 persone con ruoli di responsabilità in ambito politico, economico e sociale. Secondo le intenzioni degli organizzatori non si è trattato di un convegno classico, ma piuttosto di una «esperienza collettiva per produrre idee e movimenti», il tutto in un tempo definito e concentrato in 100 minuti al fine di ridurre un logos troppo spesso ridondante e andare al nocciolo delle questioni: «Più che di parole abbiamo bisogno di tempo per immaginare il futuro».
Cento minuti nel corso dei quali sono state raccontate in prima persona esperienze creative e innovative di vario genere, connesse tra loro dal denominatore comune dell’intrapresa coraggiosa e responsabile, caratterizzate dalla passione e dalla fiducia nell’inventare un futuro diverso e generativo. E, elemento anch’esso innovativo dell’iniziativa, per una volta è stata data la possibilità a dei giovani di raccontare le loro storie, piccole buone pratiche per cercare nuove strade di una generatività che si impone, perché «bisogna uscire dal vecchio, dal déjà vu, lanciarsi nelle possibili realizzazioni scommettendo sui giovani e sulla loro inventiva» ha sottolineato il direttore di Caritas Torino, Pierluigi Dovis. Caritas Torino che ha inteso in questo modo continuare l’esperienza realizzata nell’ottobre 2010, denominata “Torinomeforwe”, con la quale aveva voluto destare l’attenzione delle istituzioni locali sul tema della responsabilità verso la vulnerabilità. Rispetto a due anni fa, «oggi siamo più esperti di vulnerabilità, perché essa si manifesta sia nella vita quotidiana di tutti sia nei nostri sistemi economici, politici, istituzionali e tecnici» ha sottolineato Dovis, ponendo l’interrogativo generale se questa vulnerabilità possa “generare il nuovo”.
La risposta è stata ricercata proponendo punti di vista di soggetti che in vario modo promuovono visioni e azioni innovative sul modo di interpretare lo “stare insieme” nella società e nell’economia, «perché il sociale non sia solo luogo dove si addensano i problemi e l’economia solo spazio dominato dalla finanza, bensì siano entrambi ambiti dove si realizza in modo fecondo lo scambio di beni materiali e relazioni, per vivere il presente e il futuro responsabilmente » hanno spiegato i promotori dell’iniziativa.
I punti di vista, le visioni e le azioni presentate, così come le persone invitate al dialogo, sono profondamente diversi tra loro e proprio qui sta la ricchezza ricercata dall’iniziativa: solo attraverso la diversità degli sguardi, che colgono e assumono aspetti diversi, e la contaminazione di ambiti è possibile costruire una visione nuova e complessa delle questioni fondamentali che attraversano il vivere quotidiano.
«Stiamo raccogliendo e mettendo in dialogo frammenti di realtà. Crediamo che guardare fuori dal conosciuto aiuti a capire meglio ciò che capita nel proprio contesto. Pensiamo che creatività, responsabilità e non strumentalità siano le chiavi per gettare il cuore oltre l’ostacolo e ricominciare a intraprendere» sostiene Tiziana Ciampolini, responsabile dell’Osservatorio Caritas Torino.
Molte delle idee generative emerse durante quei “100 minuti” trovano ora spazio in queste pagine di “puntidivista”, così che siano il più possibile conosciute, condivise e possano contribuire a generarne di nuove.

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