Puntidivista n 10: Cerchiamo dimore

scritto da Redazione il 2 June 2013 in 10 - Cerchiamo dimore and Archivio 2010 -2014 con commenta

I dati contenuti in un Report pubblicato da Caritas Europa che dedica particolare attenzione alla situazione economica e sociale di Italia, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, rappresentano il punto di partenza per una riflessione sulla necessitĂ  di ricercare nuove pratiche e riscoprire la fiducia. Leggi di piĂą nell’Osservatorio di Tiziana Ciampolini 

In Europa sta aumentando e cambiando la popolazione senza dimora. Si stimano oltre 4 milioni di persone esposte ogni anno a questo rischio per un periodo più o meno lungo, e alla tradizionale figura di homeless maschio di mezza età si aggiungono persone più giovani e più anziane, anche donne e molti migranti. In molti casi non erano considerate a rischio prima della crisi, ma le accresciute difficoltà e i tagli ai sistemi di protezione sociale hanno esteso l’area di vulnerabilità, costringendo “in strada” un numero crescente di persone. Intanto sono i minori ad essere i più esposti al rischio di povertà.
Cresce in Europa la popolazione senza dimora
La rete europea di supporto ai senza dimora
Homeless: Tavola rotonda dei ministri europei
Housing First: un’esperienza di innovazione sociale
Rischio di povertĂ  piĂą elevato tra i minori

Uno studio ISTAT/fio.PSD permette di comprendere meglio la “normalità” delle situazioni di povertà estrema in Italia: circa 50.000 persone senza dimora, perlopiù uomini, in maggioranza stranieri, relativamente giovani, spesso con un titolo di studio, un lavoro o una casa precari o persi da poco tempo. Oltre il 60% prima di essere in tale condizione viveva nella propria casa e una percentuale analoga ha perso un lavoro stabile: se infatti più del 70% delle persone senza dimora non svolge alcuna attività lavorativa, solo il 6,7% non ha mai lavorato.
Essere senza dimora in Italia

I dati “dis-confermano” alcuni tra i più diffusi pregiudizi che ancora circondano la figura del senza dimora in Italia:
“l’analisi di Paolo Pezzana, ex presidente della Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora – fio.PSD.
Dati Istat sui servizi alle persone senza dimora
Federazione italiana degli organismi delle persone senza dimora (FIOPSD)

«Le persone più povere, “senza dimora”, diventano emblematiche per innescare un circuito positivo e per recuperare certi valori che sono fondamentali per la cittadinanza». «Una città che vuole veramente rinnovarsi e guardare al suo futuro deve cominciare dalle persone più povere e non da quelli che hanno di più, se no non sarà mai una città a misura di uomo ma sarà semplicemente un contenitore in cui le persone non formeranno mai una comunità».
Intervista all’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia.

Di fronte alle povertà estreme servono servizi, ma ancor più occorre offrire alle persone la responsabilità dell’intervento per il recupero delle proprie capacità, dare prospettive di fuoriuscita dal bisogno, prestando attenzione ad ogni volto e ad ogni storia. L’opinione del teologo don Giovanni Perini, direttore della Caritas di Biella.

Si parla di povertà classiche, nuove povertà, povertà gravi, povertà grigie e ci si chiede come vederle e affrontarle, mettendo però l’accento sulla categoria e non sulla persona. L’estrema fluidità con cui si presentano i volti della povertà oggi ci riporta alla necessità di ricentrare il problema. L’opinione di Pierluigi Dovis, direttore di Caritas Torino e delegato regionale Caritas.

L’esperienza del giornale di strada “Scarp de’ tenis”, oggi diffuso a livello nazionale, un progetto sociale attivo da 17 anni che ha contribuito al reinserimento sociale di centinaia di persone emarginate e senza dimora.
Scarp De Tenis, nolto piĂą di un giornale
Un mezzo per ricostruire dignitĂ  e futuro
Scarp Torino a Casa Mangrovia

Esperienze e territorio: “La sosta” e  “Fa benw,”
il nuovo Centro diurno diocesano “La Sosta”.
A Torino il progetto “fa bene”: cibo e solidarietà al mercato di Piazza Foroni 

 

Il glossario del numero 10

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