mes200/250 milioni di persone saranno costrette a spostarsi entro il 2050 dal luogo in cui vivono a causa di sconvolgimenti ambientali; questa è la stima che fanno le Organizzazioni Internazionali (OIM e UNHCR). La modificazione della natura ad opera dell’uomo è oggi così rapida e di tale forza da risultare imprevedibile, come dimostrano i sempre più frequenti disastri. Inquinamento e riscaldamento globale, desertificazione e siccità, scioglimento dei ghiacciai e crescita del livello del mare, eventi meteorologici estremi come alluvioni e uragani, sino alle guerre per il controllo delle materie prime.
Questa è e sarà sempre più la drammatica conseguenza. Un sistema economico “dis-umano” che non pone al centro la persona e la sua dignità. Ancora oggi tre miliardi di persone vivono al di sotto della “soglia di dignità”. Ma non solo. La finanza che ci ha portati al tracollo che stiamo vivendo ha permesso di accelerare questi meccanismi di sfruttamento riuscendo a spostare enormi quantità di denaro che alimentano il circuito della speculazione. Questa è la causa e ci riguarda. Riguarda i nostri comportamenti, i nostri consumi, i nostri risparmi: il nostro stile di vita. Troppo spesso guardiamo solo alle conseguenze dimenticandoci delle cause. Impostiamo sistemi di accoglienza, diamo sostegno a rifugiati e immigrati, oppure al contrario ci lamentiamo che sono troppi, che si potrebbe aiutarli a casa loro. Dimentichiamo perché vengono qui. Perché fuggono dai loro Paesi cercando altrove una possibilità. Pensiamo che aiutare le nostre comunità nel dare una risposta a queste domande sia un compito della Caritas costruendo degli strumenti fruibili per svolgere da un lato il compito proprio di animazione pastorale e dall’altro per assolvere al meglio nel servizio ai poveri e in particolare agli stranieri.

Entra