Lotta alla fame: caritas Europa Sfida l’Ue

scritto da Redazione il 18 November 2014 in 12 - Cibo per tutti and Proposte con commenta

Caritas Europa - copertina Rapporto 2014«A livello mondiale, l’Unione Europea è il più importante donatore di aiuti allo sviluppo e le politiche europee hanno un impatto determinante sulla sicurezza alimentare globale e sui percorsi di sviluppo sostenibile. Pertanto, l’UE ha un ruolo essenziale da svolgere in materia di lotta alla fame: garantire che le sue politiche siano realmente coerenti e sinergiche, in termini di garanzia della sicurezza alimentare e del diritto al cibo, è di vitale importanza». Così Caritas Europa ha esortato l’Unione Europea a considerare l’eliminazione della fame nel mondo una priorità per l’agenda globale di sviluppo post 2015, invitandola a far pressione affinché quello che è stato il primo obiettivo del Millennio (dimezzare la fame nel mondo) diventi per i prossimi anni l’obiettivo «Fame Zero» e ad affrontare seriamente tutte le cause di fondo della fame, in particolare quelle che derivano da politiche dell’UE. A questi temi Caritas Europa ha dedicato il Rapporto 2014 sulla sicurezza alimentare, pubblicato recentemente e intitolato proprio Il ruolo dell’UE per sconfiggere la fame entro il 2025, avanzando alcune raccomandazioni per azioni urgenti che l’UE e i suoi Stati membri dovrebbero intraprendere in sei settori prioritari.

Diritto all’alimentazione: inserire il diritto al cibo nell’ambito delle politiche europee in materia di agricoltura e sicurezza alimentare è fondamentale, secondo Caritas Europa, perché può migliorare in modo significativo l’efficacia delle azioni contro la fame. La politica europea deve considerare le cause strutturali multi-dimensionali della fame, con attenzione allo stigma, la discriminazione, l’insicurezza, le disuguaglianze e l’esclusione sociale associati alla povertà.

Agricoltura:  Caritas sostiene l’importanza dell’agricoltura familiare come elemento chiave per combattere la fame in modo coerente ed efficace e per garantire una vita dignitosa per tutti. Le caratteristiche principali dell’agricoltura familiare, che l’UE dovrebbe supportare, sono la conservazione delle conoscenze tradizionali, la gestione sostenibile delle risorse naturali, l’emancipazione delle donne e un modello economico basato sulla comunità e sulla solidarietà.

Cambiamenti climatici: l’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare e l’ambiente deve essere considerato e valutato in modo coerente, sostiene Caritas Europa ricordando che il cambiamento climatico è fortemente interconnesso con l’accesso al cibo se si considerano i fattori legati al clima, come le zone aride, il degrado del suolo, la minaccia per la biodiversità e la dipendenza dall’acqua in agricoltura: «Senza la leadership e la partecipazione dell’UE e degli altri Paesi industrializzati le strategie per mitigare il cambiamento climatico non avranno successo».

Nutrizione: per combattere la malnutrizione è necessario un approccio olistico, anche da parte dell’UE, affrontando oltre l’accesso al cibo altri fattori come le condizioni di vita, la qualità dell’ambiente, le pratiche di salute e di cura, le pratiche e le abitudini alimentari, le conoscenze nutrizionali. È essenziale coinvolgere le famiglie e l’intera comunità nel controllo della malnutrizione.

Elasticità e resilienza: costruire la resilienza è importante per ridurre la vulnerabilità, soprattutto in situazioni di fragilità e tra le comunità più svantaggiate che sono di solito quelle che affrontano le condizioni climatiche più severe e il rischio di catastrofi naturali. Secondo Caritas Europa il risanamento e la ricostruzione che seguono un disastro possono costituire opportunità per la ricostruzione di mezzi di sussistenza e per la progettazione e la ricostruzione di strutture fisiche e socio-economiche che migliorino la resilienza e riducano la vulnerabilità delle comunità. Attori dello sviluppo come l’UE devono quindi concentrarsi maggiormente sulla protezione sociale e gli approcci basati sulla comunità, integrando la resilienza nel loro lavoro di aiuto.

Coerenza delle politiche per lo sviluppo: senza un’azione coerente attuata da economie avanzate, economie emergenti e Paesi in via di sviluppo, così come da società civile e organizzazioni internazionali, la sfida per la sicurezza alimentare non sarà mai vinta. L’UE e l’OCSE hanno una responsabilità condivisa nel non attuare politiche che contrastino lo sviluppo, ad es. sui biocarburanti (che sottraggono terra) o in materia commerciale.

Caritas Europa 

Print This Post