Una mappatura dell’impresa socale in Europa

scritto da Redazione il 16 June 2015 in 17 -Impresa sociale and Approfondimenti con commenta

907673_39088752La crisi economica globale degli ultimi anni ha portato a un diffuso malcontento rispetto al funzionamento del sistema economico dominante e ad una maggior apertura verso sistemi economici più inclusivi e pluralistici. È così cresciuto sensibilmente in Europa l’interesse per le imprese sociali, perché ad esse è riconosciuto un importante ruolo potenziale in ambito sociale e ambientale per la promozione di una crescita inclusiva. Inoltre, l’attuazione delle misure di austerità in un contesto di nuove e crescenti esigenze sociali ha creato nuove sfide e opportunità per le imprese sociali in Europa.

Eppure, nonostante l’accresciuto interesse per questo settore e il ruolo sempre più importante che esso ha assunto nel contesto socio-economico europeo, è ancora relativamente scarsa la conoscenza dell’entità e delle caratteristiche dell’emergente imprenditoria sociale in tutta Europa. Vari studi hanno cercato di definire le possibili forme e la gamma di “famiglie” di imprese sociali europee, ma la diversità delle strutture economiche nazionali, le diverse tradizioni culturali e assistenziali e i vari sistemi giuridici hanno reso difficile un confronto e una comparazione a livello europeo.

Per questo nel 2013 la Commissione europea ha lanciato un rilevamento in 29 Paesi europei (i 28 Stati membri dell’UE più la Svizzera) sui sistemi di impresa sociale, basato su una definizione operativa e una metodologia comuni. Ne è scaturito il Rapporto A map of social enterprises and their ecosystems in Europe, pubblicato nell’ottobre 2014, una mappatura che non fornisce una valutazione di sistemi e politiche relativi alle imprese sociali ma piuttosto una descrizione delle caratteristiche e delle tendenze correnti

La definizione europea di impresa sociale

Lo studio non ha sviluppato una nuova definizione di impresa sociale, piuttosto ha reso operativo il concetto di impresa sociale già esistente e ampiamente accettato, come articolato dalla Commissione europea nella comunicazione sulla Social Business Initiative (SBI). Tale definizione comprende le tre dimensioni fondamentali dell’impresa sociale che sono state sviluppate e perfezionate nel corso dell’ultimo decennio:

  • la dimensione imprenditoriale, vale a dire l’impegno continuo nell’attività economica, che distingue le imprese sociali dalle tradizionali organizzazioni non-profit;
  • la dimensione sociale, cioè uno scopo sociale primario ed esplicito, che distingue le imprese sociali dalle altre imprese (for profit);
  • la dimensione della governance, vale a dire l’esistenza di meccanismi di “blocco” degli obiettivi sociali dell’organizzazione: la governance distingue le imprese sociali ancora più nettamente dalle imprese tradizionali e dalle organizzazioni tradizionali non-profit.

Ognuna di queste tre dimensioni è stata resa operativa attraverso lo sviluppo di una serie di criteri di base che definiscono le condizioni minime che un’organizzazione deve soddisfare per poter essere classificata come impresa sociale secondo la definizione comunitaria:

  • l’organizzazione deve intraprendere un’attività economica, impegnandosi in una continua attività di produzione e/o scambio di beni e/o servizi;
  • deve perseguire uno scopo sociale esplicito e primario, cioè uno scopo che avvantaggia la società;
  • deve avere limiti alla distribuzione di utili e/o attività: l’obiettivo di tali limiti è dare priorità allo scopo sociale al di là del lucro;
  • deve avere autonomia organizzativa, essere quindi indipendente dallo Stato e da altre organizzazioni for profit;
  • deve avere una governance caratterizzata da partecipazione e/o processi decisionali democratici.

Le diverse caratteristiche delle imprese sociali in Europa

Lo studio di mappatura della Commissione europea ritiene che vi sia un crescente interesse in Europa per l’impresa sociale e per una convergenza sulle caratteristiche che la definiscono, tuttavia permangono importanti differenze soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione e la rilevanza della dimensione di governance di un’impresa sociale. Organizzazioni che soddisfano la definizione operativa dell’UE di impresa sociale si possono trovare in tutti i 29 Paesi esaminati, ma siccome tale definizione rappresenta il tipo “ideale” di impresa sociale è frequente che le organizzazioni condividano solo parte dei criteri specificati. Ad esempio, per quanto riguarda la dimensione della governance in particolare:

  • Dei 29 Paesi studiati 20 hanno una definizione nazionale di impresa sociale, ma in 6 di questi la definizione non richiede alle imprese sociali di avere “modelli di governance inclusiva”. Allo stesso modo, in molti dei restanti 9 Paesi che non hanno una definizione nazionale, la governance inclusiva non è vista come una caratteristica distintiva dell’impresa sociale;
  • Nella maggior parte dei Paesi il criterio relativo alla “indipendenza” è inteso come autonomia gestionale e/o autonomia dallo Stato. Solo in Italia e in Portogallo esistono definizioni nazionali che sottolineano l’autonomia dallo Stato e da altre organizzazioni a scopo di lucro.
  • Inoltre, in alcuni Paesi (Finlandia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Svezia) la nozione di impresa sociale articolata in leggi nazionali o documenti politici è più ristretta, escludendo così le imprese che perseguono obiettivi quali la fornitura di servizi sociali e educativi, l’ambiente, il benessere o la solidarietà internazionale.
  • Mentre le imprese sociali crescono in visibilità vari Paesi hanno istituzionalizzato il concetto di impresa sociale mediante la creazione di apposite forme giuridiche. In quattro Paesi (Finlandia, Germania, Polonia e Regno Unito) esistono marchi sociali aziendali o sistemi di certificazione per fornire visibilità e un’identità distinta alle imprese sociali.

In ogni caso, le crescenti forme di riconoscimento giuridico o istituzionale dell’impresa sociale non riescono a comprendere tutto l’universo delle imprese sociali “de facto” esistenti in Europa, spesso “nascoste” tra le forme giuridiche esistenti, che sono soprattutto:

  • associazioni e fondazioni con attività commerciali;
  • cooperative che servono interessi generali e collettivi;
  • aziende che perseguono uno scopo sociale esplicito e primario.

Attività delle imprese sociali europee

La mappatura svolta dalla Commissione europea suggerisce che il livello di attività dell’impresa sociale (basato sulla stima del numero di organizzazioni che soddisfano tutti i criteri fissati dalla definizione operativa dell’Ue) rispetto a quello delle imprese tradizionali è piuttosto basso, mediamente nell’ordine di meno dell’1% dell’insieme delle imprese nazionali. Tuttavia, il ritiro in corso di enti pubblici dalla fornitura di servizi sociali di interesse generale, le crescenti pressioni sulle organizzazioni senza scopo di lucro tradizionali di diversificare le loro fonti di reddito e l’aumentato interesse per l’innovazione sociale tra le imprese tradizionali suggeriscono una forte dinamica di crescita per le imprese sociali in tutta Europa. Già oggi le imprese sociali europee stanno intraprendendo un raggio crescente di attività, oltre all’inserimento lavorativo e ai servizi sociali di interesse generale.

Nonostante la mancanza di classificazioni standard e coerenti a livello europeo sulle attività delle imprese sociali, è però possibile identificare una vasta tipologia di attività sulla base delle classificazioni settoriali esistenti:

  • integrazione sociale ed economica delle persone svantaggiate ed escluse (ad es. inserimento lavorativo e lavoro protetto);
  • servizi sociali di interesse generale (ad es. assistenza a lungo termine per anziani e persone con disabilità; educazione e assistenza all’infanzia; occupazione e formazione; alloggi sociali; salute, cura e assistenza sanitaria);
  •  altri servizi pubblici come i trasporti, manutenzione degli spazi pubblici ecc.;
  •  rafforzamento della democrazia, diritti civili e partecipazione digitale;
  •  attività ambientali quali riduzione di emissioni e rifiuti, energie rinnovabili;
  •  solidarietà con i Paesi in via di sviluppo (promozione del commercio equo e solidale).

L’attività maggiormente riscontrabile (anche se non necessariamente dominante) dell’impresa sociale in Europa è comunque quella dell’inserimento lavorativo delle categorie svantaggiate, attività che avviene attraverso la fornitura di una gamma molto ampia di beni e servizi..

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Il Rapporto della Commissione europea evidenzia dunque come l’impresa sociale oggi in Europa sia un importante modello imprenditoriale dinamico e diversificato, che unisce l’attività economica con la missione sociale di promozione della crescita inclusiva. Le forti differenze nazionali sulle caratteristiche che definiscono un’impresa sociale, insieme alla mancanza di un sistematico rilevamento del tipo e della portata delle attività svolte e dei quadri politici correlati, rende tuttavia estremamente difficile individuare modelli comuni di sviluppo in tutta Europa.

Si registrano comunque un consenso generale delle parti interessate e varie evidenze che il concetto di impresa sociale in Europa si rafforzerà, l’attività si espanderà e nasceranno sempre più nuove forme di impresa sociale.

Un limite di questa mappatura europea, osserva Flaviano Zandonai della rete nazionale di ricerca sull’impresa sociale Iris Network, è il non aver fornito informazioni adeguate rispetto alla maturità dei fattori generativi dell’impresa sociale, «un limite non indifferente considerando l’esigenza di calibrare l’azione di ecosistemi di supporto». Così come, pur avendo osservato il progressivo spostamento delle imprese sociali europee al di fuori dalle tradizionali nicchie di attività (servizi di cura) e di mercato (le arene mercantili pubbliche), il Rapporto della Commissione ammette i limiti della mappatura effettuata. «In sintesi – sostiene Zandonai – dalla mappatura europea non è possibile determinare la capacità dell’impresa sociale di costituire un effettivo elemento di “biodiversità” del modello economico, in una fase in cui il carattere sociale assume una rilevanza sempre maggiore». (E.P.)

Rapporto sull’impresa sociale in Europa

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